Aquilonia. Questione demaniale e lotte contadine (1860-1960) (1999)

Aquilonia. Questione demaniale e lotte contadine (1860-1960) (1999)

Aquilonia. Questione demaniale e lotte contadine (1860-1960)

Salerno, 1999, pp. 300, € 18,00

Speranza dei braccianti diseredati, iattura per la borghesia possidente, le quotizzazioni demani ali rappresentarono un processo rovinoso sul piano economico e sociale. Il loro fallimento segnò anche il definitivo tramonto dell'idea illuministica della formazione nel Mezzogiorno di una operosa classe di piccoli proprietari terrieri che avrebbe potuto trasformare le campagne appenniniche. Dalla lotta per i demani, così intrisa di violenze, frodi, ingiustizie, derivò anche in buona misura il progressivo degrado dell' etica sociale che, unitamente alla diaspora migratoria, lacerò nel profondo il tessuto sociale di tanti centri meridionali.

I moti contadini dell'ultimo dopoguerra, lungi dall' essere un episodio di lotta rivoluzionaria, furono l'ultimo atto dello scontro tra braccianti e proprietari circa il destino delle terre demaniali che per oltre un secolo aveva visto ad Aquilonia l'inconciliabile opposizione di legge e sopruso, forza e diritto, borghesia e popolo, speranze e disinganno.

Il libro documenta cento anni di storia socio-economica del piccolo centro irpino di Aquilonia, in Alta Valle dell'Ofanto, seguendo la lunga ed intricata vicenda della questione demaniale: la lotta tra contadini e proprietari terrieri per la gestione e lo sfruttamento delle terre pubbliche che le leggi murattiane all'inizio dell'Ottocento avevano sottratto all'aristocrazia feudale.