Altari, tombe, denari. Chiese, cappelle e confraternite a Carbonara Aquilonia in età moderna.

Altari, tombe, denari. Chiese, cappelle e confraternite a Carbonara Aquilonia in età moderna.

Altari, tombe, denari. Chiese, cappelle e confraternite a Carbonara-Aquilonia in età moderna
Salerno, 2012, pp. 175, € 16.00

Nel Cinquecento e nel Seicento le chiese, le cappelle, le confraternite laicali nel Mezzogiorno sono realtà spirituali, ma anche enti con un notevole potere economico e finanziario. A Carbonara-Aquilonia, in Alta Irpinia, esse segnano la circolazione dei capitali nel territorio funzionando da veri e propri istituti di credito, favoriscono l’ascesa e l’affermazione di alcune famiglie, marcano lo stesso sviluppo urbanistico del minuscolo borgo irpino.

Per tutto il Seicento e il Settecento nella piccola Carbonara si assiste ad un tumultuoso processo di istituzione di chiese, conventi, cappelle, altari, confraternite.
Le confraternite gestiscono i loro capitali e svolgono al tempo stesso una discreta azione di assistenza sociale verso la popolazione, provvedendo all’aiuto sanitario, economico, alimentare a favore dei poveri del paese. L’Università, padrona delle chiese e delle cappelle del paese, che ha essa ha fondato nel corso dei secoli, appare gelosa dei propri diritti e si oppone ad ogni ingerenza del Vescovo, sostenuta a volte anche dal clero locale.

Nell’Ottocento la scena muta radicalmente. Gli interessi economici prevalenti non sono più in-centrati sulle attività e sulla gestione degli enti ecclesiastici, ma sulla gestione degli estesi demani del paese, sottratti all’ex feudatario, e sul controllo dell’amministrazione  locale. Scompare progressivamente quella fusione tra mondo ecclesiastico e mondo dei laici che aveva caratterizzato i secoli precedenti e si afferma così anche a Carbonara-Aquilonia la netta separazione tra la “società dei preti” e la “società civile” che rappresenta uno dei tratti caratteristici della storia contemporanea.