Alla caccia dei briganti (1997)

Alla caccia dei briganti (1997)

Alla caccia dei briganti.

Edizioni Ofanto, Salerno, pp. 100, € 13.00

Un giovane ufficiale lombardo combatte la sua guerra contro i briganti nelle boscaglie dell'Appennino meridionale, una guerra meschina e ingloriosa che egli narra al padre nelle sue lettere dai paesi del Sud.
Gaetano Negri (1838-1902) era poco più che ventenne quando partì nel 1861 per le province napoletane per lottare contro le bande di briganti famosi come Crocco, Ninco Nanco, La Gala, Caruso...
La scoperta di un Mezzogiorno così diverso da quello immaginato e così pieno di problemi impone al giovane lombardo un'attenta riflessione sul significato dell'unità nazionale, la cui opera gli appare ora meno eroica e sublime di quanto l'epopea garibaldina gli aveva fatto immaginare. Montesarchio, Vallata, Calitri, Bisaccia, le boscaglie remote del Vulture e le vie impervie della Basilicata sono una realtà che lo impressionano molto per i forti contrasti che presenta, tra popolazioni ospitali e classe dirigente neghittosa e diffidente, desolazione di un paesaggio solitario a suo modo grandioso e arretratezza complessiva del vivere civile.
I paesi, le genti, i luoghi sono descritti con taglio netto e preciso nelle lettere del Negri al padre. La sua caccia ai briganti si protrasse per molti mesi in uno snervante e incessante servizio di perlustrazione, inseguimenti ed imboscate tra i monti del Sannio e quelli dell'Irpinia. Negri si sentì piuttosto sbirro che soldato; lo scontro con la banda di Crocco gli diede la misura di quella guerra così insolita per un soldato nutrito della forte idealità risorgimentale che aspirava alla gloria delle battaglie regolari, e che si trovava invece nel mezzo di "guerra atroce e bassa, dove non si procede che per tradimenti ed intrighi, in un'atmosfera di delitti e di bassezze".
Negri così lasciò il Mezzogiorno e l'esercito per avviarsi alla più fulgida carriera degli studi e della vita politica che lo porterà poi a diventare sindaco della grande Milano di fine secolo e senatore del Regno.